I sogni, come ho sempre detto, sono l’anteprima del reale. Con questo pensiero nella mente e con la curiosità di un autore esordiente, ho assistito al casting … del “mio” film. Certo! Il mio film! Ho scritto un romanzo d’amore e di emozioni in viaggio, IN CAMPER CON MARIE, la buona sorte, il fato, il fattore “c”, hanno fatto la loro parte. Io ho messo solo la fantasia e la mia penna. L’incredibile si è verificato ed io mi sono ritrovato scrittore!! Grossa parola che porta soddisfazioni immense, termine chiaro, indiscutibile, che segna la realizzazione di un sogno.
Questo è quello che ho pensato poco dopo che il mio editore, il Dr. Enrico Folci, mi comunicasse che IN CAMPER CON MARIE, si sarebbe trasformato in film, per essere più precisi in medio metraggio. La mail che ha trasportato questa notizia è arrivata all’ora di pranzo di un giorno d’aprile, gli occhi di mia moglie l’hanno letta ed hanno passato” la patata bollente” all’intelligenza, attimi di confusione e gioia infinita. Lei, il mio amore era contenta per il mio successo, alla sua felicità si è aggiunta quella dei miei figli e nei giorni successivi quella di tutti i miei amici.
Ma torniamo all’attimo in cui mia moglie mi ha telefonato, oppure diciamo al momento in cui i miei pensieri si sono ingarbugliati, increduli dell’aver generato un romanzo che sarebbe divenuto film. Ho ascoltato in silenzio, ho respirato profondamente, cercando di non perdere nemmeno un emozione di quelle che si accalcavano sulla mia pelle. D’istinto ho pensato ad un pesce d’aprile, ho goduto della gioia di mia moglie, ho sognato cose che non dirò mai, ho pensato alla fortuna ed ho sperato che non fosse solo fumo.
I giorni sono passati, il cervello ha abbinato
le novità al mio tram, tram quotidiano, accettando questo mio futuro. Attimi, solo
attimi che mi hanno trasportato fino al giorno del “mio” casting. Mille
cose inutili, passate, si sono scontrate con quella realtà, piccole persone
“saccenti” sono sparite dal mio sguardo, consigli maligni interessati sono
saltati sulle mine della loro stessa inutilità. Io ero li, a stringere la mano all’attore/regista
Valter Corelli, … un'altra emozione, che ho subito legato alla mia storia. Delle
parole sono uscite dalle bocche ed entrate nelle orecchie, forse non le ho
sentite! Ci sono cambiamenti nella vita che volano sulle ali degli attimi.
Quella stretta di mano è stata una di essi. Gli occhi erano liberi dalla mente,
ed entrati nel teatro delle logge di Montecosaro si sono impossessati della
meravigliosa scenografia. Gli attori entravano, curioso cercavo tra le figure
Marie, Francesco, Piero e Greg, dal palco il regista osservava gli attori, a
volte chiedeva al mio sguardo se il personaggio era giusto, in risposta solo il
mio sorriso, ho già avuto molto caro Corelli, adesso sei tu che devi dare un
volto alle mie emozioni.
I due giorni del casting, che mi
riguardava, sono adesso passati, Marie è stata trovata, Valter Corelli è al
lavoro, ha già elaborato alcune delle sue idee, l’impossibile sta prendendo
forme reali, il Dr. Folci ha l’entusiasmo di un ragazzo che ha appena baciato
la sua prima donna. Le emozioni non possono rimanere in rivoluzione permanente
e lui sta lavorando perché il sogno di
un ragazzo di città si trasformi in un opportunità.
Roberto
Ioannilli