Eccomi qui: ventotto anni, un nome che potete liberamente scordare, e un cuore egualmente diviso tra numeri e parole.
Ingegnere di professione, non ho mai potuto sottrarmi al fascino dello scrivere che, per me, parte ancora dal magico movimento della mano sul foglio e dalla suggestione dell’inchiostro blu che si trascina dalla stilografica.
Scrivere è il modo più semplice che conosco per evadere dalla quotidianità e costruire sulla carta decine di vite immaginarie da affidare ai personaggi dei miei racconti, nati spesso rubando qualcosa a ciascuna delle persone che incrociano il mio cammino.
L’inizio della collaborazione con un mensile della mia regione mi ha regalato la preziosa posizione di privilegiato osservatore di situazioni che, armato di penna, cerca di catturare l’essenza delle cose e fissarla sulla carta. Questo mi ha dato nuovo entusiasmo nel descrivere, non solo la vita delle persone, così come essa è, ma anche, attraverso la fantasia, nell’immaginare quella che, altrimenti, avrebbe potuto essere.
Da questo multiforme universo di parole che mi ha sempre circondata, il mio primo romanzo è però nato quasi per caso, in un momento in cui avevo un intenso bisogno di leggerezza.
Celata dallo pseudonimo di Alice, a cui ho affidato il lato più sognatore di me, ho incontrato i primi lettori attraverso il mio blog. Grazie al loro incoraggiamento e al loro supporto è iniziata l’avventura che ha portato la mia storia a diventare un libro e una parte di me a restare, per sempre, nel Paese delle Meraviglie.
