Sono nata una mattina d’agosto, dopo soli otto mesi di gestazione con un’urgenza di sperimentare che non mi ha mai più abbandonata. Ho ereditato il tarlo della scrittura da mio padre, accarezzando il sogno di poter “vivere in punta di penna” fin dalla più tenera infanzia.

Dal 1997 collaboro con alcune testate giornalistiche che, grazie alla redazione di articoli di cronaca e costume, mi autorizzano a ficcare il naso in situazioni dove io, senza essere vista, posso scrutare reazioni, magnificenze ed eccessi dell’animo umano.

Gioco con le parole, fuggo i nonsense e inseguo le metafore; credo di aver iniziato ad ordire trame e storielle per le mie bambole prima di imparare a pettinargli i capelli.

Amo la psicologia e la filosofia -  Aristotele, Kant e Schopenhauer in particolare - la musica degli anni Settanta e le vicende travagliate dei suoi protagonisti, a cui i miei personaggi bramerebbero assomigliare.

Sono onnivora e leggo di tutto, ma prediligo i classici di Dumas, Stendhal e Flaubert, gli intrecci psicanalitici della Hart e di McGrath, i paradossi di Coe di Pennac e gli amori di Maquez non meno dei viaggi (ma non solo sulla carta) di Kerouac.